Sotto l'albero...

sabato 26 dicembre 2009

...Anche quest'anno ho avuto la fortuna di trovare dei bei regali, in generale. Parlando di libri, ed è di questo che parlo nel blog, ho ricevuto alcune letture che desidero fortemente fare nel 2010.


Tra queste sicuramente JIMMY CORRIGAN IL RAGAZZO PIU' IN GAMBA DELLA TERRA, di Chris Ware, ritenuto uno dei modelli fumettistici di riferimento piu' importanti d'America, arrivato in Italia una decina d'anni dopo la sua prima pubblicazione negli States. E sarà una lettura molto particolare, con disegni bellissimi, un'impostazione grafica complessa, ambiziosa e straoardinaria, l'edizione di Mondadori meravigliosamente stampata e data in pasto ai lettori che attendevano con enorme attesa il suo arrivo in Italia, con una copertina che si candida alle nominations del premio copertina 2009.

Altro libro, altro desiderio avverato, come è di norma nel clima festoso del Natale.

Un libro di Amelie Nothomb, io e Giorgia ci siamo ripromessi d
i voler completare l'opera omnia della scrittrice nata in Giappone. E quindi METAFISICA DEI TUBI era un anello che mancava alla collana. Edizione Le Fenici tascabili, comode, di basso costo, che si puo' portare ovunque, nella borsa, nella tasca del giubbotto a semplice portata d'uso. Insomma, aveva tutte le caratteristiche del libro come regalo perfetto.
Ancora, una raccolta di racconti di una delle icone della letteratura americana degli anni '50, Flannery O'Connor, di cui sono già in possesso di un bel saggio sulla scrittura scritto da lei in persona, edito da Minimum Fax. TUTTI I RACCONTI, Bompiani, è una sorta di revival, di ripresentazione in Italia delle opere di questa scrittrice che non vedo l'ora di leggere. In quanto amante del genere del racconto, ma in quanto anche amante della letteratura americana, soprattutto quella realista, minimalista, esistenzialista. Quindi la mia libreria AMERICANA si arricchisce di un ulteriore gioiello di cui, sono certo, andro' molto fiero.




E, infine, come dimenticare il BUONO FELTRINELLI da 50 euro. Un autentico bijoux per un lettore, sempre stretto da esigenze e restrittezze economiche a dover fare spesso i conti in tasca anche piu' di una decina di volte prima di accapparrarsi in libreria un libro che si desidera ardentemente leggere. Un Buono che consumero' molto volentieri nell'arco del 2010. Riflettendo bene su come spenderlo. Un paio di idee sono già in cantiere a essere lavorate.




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Quello che è stato per me il 2009

martedì 22 dicembre 2009

Con 150 titoli in arretrato da leggere, con il numero che è destinato a crescere anche nel 2010, con i soldi destinati a essere continuamente scuciti, un altro anno di letture è destinato a essere, a breve, lasciato alle spalle. E’ tempo di “pagelle”, con promossi e bocciati, con sorprese e conferme. Il mio è stato un 2009 decisamente prolifico, l’anno in cui ho letto di piu’ da quando sono “nato” lettore nel 2004. Questo significa due cose, fondamentalmente per me: trovare il tempo per la lettura non è poi tanto una mission impossible, e che tante buone scritture sono sparse qua e là un po’ ovunque e non aspettano altro che qualcuno le noti sugli scaffali per farle proprie. In questo senso, io ho una vita da lettore piuttosto recente, quindi ancora devo scavare nel vero senso del termine la letteratura. Molti buchi nella mia libreria, alcune inamissibili, tante idee di letture che attivano molti stimoli, tante promesse (di letture) che mi sono fatto in quest’anno che sta calando il suo sipario e che non ho mantenuto. Tanti chilometri di librerie lungo gli scaffali mi attendono, tante arrampicante libraccesche sono li’ pronte a darmi il là, tanti consigli e spunti ancora in fase embrionale in attesa di sbocciare per essere colti. Nel 2010 mi pongo un’obiettivo semplice semplice: avere addosso una passione travolgente come quella del 2009 e leggere libri che mi appassionino, mi emozionino, mi facciano morire dal ridere e piangere, riflettere e evadere. Dimenticavo: il libro è anche una splendida occasione per incontrare splendide persone. Mi aspetto una conferma anche da questo punto di vista per il 2010 entrante.

1) MAUS - Art Spiegelmann - fumetto e storia un connubio non facile ma in questo caso ha bruciato le difficoltà intrinseche dell’operazione, la penna buca lo “schermo” ed entra prepotentemente a scombussolare il sentimento del lettore. Perché ricordare e soprattutto perché NON dimenticare. Attraverso il vissuto dell’autore e soprattutto di chi lo ha messo al mondo.

2) CANTO DI NATALE – Charles Dickens - E’ stato fatto un cartone animato, è stato fatto un film e uno è di questi giorni nei cinema. Dickens sa sempre come aprire, con la chiave giusta, il cuore del lettore. E CANTO DI NATALE è secondo me, il libro per antonomasia del Natale. Un po’ come l’aria per l’uomo: imprescindibile.

3) NEW YORK - Will Eisner - Racconti disegnati che raccontano New York. Una matita è piu’ perforante di molti libri interi. Una fotografia meravigliosa della Grande Mela, l’esaltazione dei sentimenti e delle piccole cose.

4) LA NEVE SE NE FREGA – Luciano Ligabue - Il mondo va al contrario, l’amore segue sempre la direzione giusta. Un libro che tocca nel profondo.

5) KNOCKEMSTIFF – Donald Ray Pollock - Il racconto per molti è l’opera perfetta. La perfezione è difficilmente bilanciabile, ma certamente questi racconti concatenati di storia americana vera, sporca, rugginosa, polverosa, ci si avvicinano.

6) IL VANGELO SECONDO BIFF - Christopher Moore - Moore è stato il mio scrittore per il 2009. Ho amato tantissimo tutti i suoi libri ma il migliore secondo me, è BIFF. Una parodia esilarante della Bibbia, un Vangelo in aggiunta a quelli storicamente riconosciuti che andrebbe ufficializzato dalla Chiesa stessa. Risate fino alle lacrime, momenti di commozione, un bene infinito non si potrà non volere alla fine per BIFF.

7) HARRY POTTER E LA PIETRA FILOSOFALE - Rowling - Il 2009, proprio quasi allo scadere, mi ha impachettato e regalato il Maghetto piu’ famoso del mondo. L’approccio col mondo Rowlinghiano è stato meraviglioso. Sono stato preso per mano e condotto al suo interno e all’improvviso dal libro non volevo uscirne piu’.

8) UNA NUOVA VITA - Bernard Malamud - Un minimalista coi fiocchi. Anzi, uno Scrittore con la C maiuscola, perché certi scrittori non possono essere ricondotti a una sola precisa categoria, gliene si farebbe un torto, diventerebbe una cella e i piu’ non sopportano l’etichetta. Un libro molto forte, personaggi molto grigi, seppur accompagnato da una scrittura elegante e tutt’altro che violenta. A scatenare la tempesta è l’eccessiva tranquillità, dove il silenzio è un’arma fatale. E la piu’ pericolosa.

9) RACCONTI DELL’ETA’ DEL JAZZ - Francis Scott Fitzgerald - Fitzgerald è uno di quegli scrittori che vorrei approfondire con l’entrata in campo del nuovo anno. Preso sostanzialmente perché ero curioso di leggere LO STRANO CASO DI BENJAMIN BUTTON, è stata una vera e propria folgorazione. Una scrittura da amare, da assaporare, da tenere li’ sempre a portata di lettura perché ha quasi la musica nelle parole e leggerle è proprio come ascoltare musicalità.

10) IL RUBINO DI FUMO - Philip Pullman - Un’interessantissima versione nuova del thriller, molto evocativa della Londra vittoriana, ricca di azione ma soprattutto con un grado di potenziale affetto nei confronti dei personaggi molto elevato. L’immagine e lo sfondo nel quale si svolgono le vicende ha un ruolo di primo piano, il personaggio apporta colori e sapore, l’azione suoni.
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In arrivo il mio resoconto del 2009 da lettore

lunedì 21 dicembre 2009


Ancora qualche giorno, tempo di finire il libro che ho in lettura, che, sinteticamente, mi guardero' un po' indietro per capire cosa e com'è stato questo 2009 da lettore. Ogni anno ci si cerca di migliorare, io sono dell'idea che è meglio rincorrere la qualità e non la quantità a ogni costo. Ebbene, quest'anno, posso già anticiparlo, ho frantumato il record personale di letture in un anno e devo ammettere che la qualità ha tenuto bene la scia dei "numeri". Meglio di cosi' non potevo aspettarmi...
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Dubus a Milano, un pomeriggio caloroso in un freddo lancinante

venerdì 18 dicembre 2009

In una Milano invernale, da temperature da gelo, c’e’ sempre un’occasione per riscaldarsi il cuore. Ieri ad esempio, è bastata un’ora e poco piu’ terminata la quale immettermi nel pungente freddo di una Milano che si appresta al Natale ormai alle porte, è stato come affrontare una normale serata milanese, come tante altre. Un’ora o poco piu’ di autentico estatico incontro con la letteratura. Un’ora e poco piu’ di un piacere che custodisco ancora intatto e gelosamente dentro di me. Non so in che percentuale oggettivamente incida l’ambiente, ma il Media Cafè di Via Sant’Agnese 16 a Milano, ha offerto un angolo natalizio delizioso, molto intimo, tutt’altro che snob e elitario, per una presentazione di un libro, quello dello scrittore americano Andre Dubus, defunto ormai da una decina d’anni, e che ha visto il suo sbarco in Italia soltanto il mese scorso, grazie a Mattioli 1885, casa editrice che sta porgendo una particolare attenzione alla letteratura americana e grazie in particolar modo a Nicola Manuppelli , curatore e traduttore del libro, e Gian Fulvio Nori, altro traduttore che ha partecipato al lavoro di trasferimento in italiano delle parole dall’originale. Innanzitutto, l’entrata è stata molto soft, come al solito sono arrivato un bel po’ di tempo prima. Locale vuoto, se non la presenza del proprietario, di una fila di libri che sono immediatamente riconoscibili, NOI NON ABITIAMO PIU’ QUI, appunto, di Andre Dubus, e due ragazzi che stavano cimentandosi in qualcosa al pc. Uno di loro era Nicola, che stava scrivendo un po’ il promemoria di cio’ che avrebbe dovuto dire, piu’ ampliamente, da li a un’oretta. Presentazione, stretta di mano, il mio sguardo che già li li lo ringraziava per avermi contattato su anobii e fatto conoscere il libro e per la possibilità di presenziare cosi’, fin da subito, rompendo immediatamente il ghiaccio con quell’autore cosi’ a me colpevolmente sconosciuto, all’evento. Si è scesi in taverna del locale, molto carino e d’atmosfera, quasi un salotto di casa con tavolini, divani, maxischermo, bevande, salatini. Come trattare da amico fin da subito qualcuno che neanche si è mai visto prima. E come dico sempre, dalle piccole cose si possono prevedere e rendersi conto in anticipo delle grandi cose. Che puntualmente si dimostrano essere tali. Prima pero’, ho avuto modo di raccogliere da un tavolino, su un porta biglietti, il biglietto di invito all’evento. Straordinariamente curato, straordinariamente ben scritto, straordinariamente d’impatto nella sua semplicità e nel suo essere li’. E’ già bellissimo che sia li a disposizione di tutti. Un ricordo da tenersi stretto, una volta portato a casa. Da non fargli neanche una piccola orecchia. Testimonianza di esserci stato. Perché il bello è sapere che nonostante il fretto che si sta patendo, nonostante l’orario un po’ cosi’ offtime per la gente che desidera rincasare il prima possibile dopo una giornata lavorativa o di studio, la gente c’era. C’era. Come il sottoscritto. Desiderosa di conoscere un autore che non si era ancora importato in Italia. Al suo debutto, nonostante in America, come scrittore di racconti, sia considerato al pari dei piu’ osannati in Italia, John Cheever e Raymond Carver e abbia confezionato un buon curriculum di lavori che hanno fatto innamorare perdutamente milioni di lettori.
La cosa bella è la passione con cui Nicola ci ha voluto trasmettere Dubus. Con sul video che scivolavano, in rispettoso silenzio, le immagini del film tratto dal libro, I GIOCHI DEI GRANDI, con Mark Ruffalo e Naomi Watts tra gli altri, che hanno accompagnato con delicatezza le parole di Nicola Manuppelli. Una reading di alcuni stralci del libro molto interessante, molto intensa, molto coinvolgente, con il silenzio di chi ascoltava che comunicava intensamente con le parole che volavano durante la lettura. Un ballo tra silenzio e parola che mi ha messo un po’ i brividi addosso. Tutta un racconto, poi, della vita dello stesso Dubus, con alcuni andeddoti e alcune notizie che mi hanno sorpreso (ad esempio che lui fosse amico intimo di Richard Yates o che fosse cugino di James Lee Burke), un’analisi splendida sulla sua scrittura e il suo modo di vedere le cose, i suoi pensieri. Ho preso appunti, come un’impeccabile studente universitario. Per non perdermi una parola.
Dubus era uno scrittore di racconti. Il racconto era la sua donna ideale. Colei che poteva anche aiutarlo economicamente. Il racconto innegabilmente poteva essere venduto meglio alle riviste, per raggranellare soldi che a un certo punto della vita, dopo il suo drammatico e incredibile incidente che lo ha costretto sulla sedia a rotelle, ha avuto ossessionatamente bisogno, malgrado tutta una serie di scrittori, tra cui Stephen King, abbiano deciso di aiutarlo sostanziosamente donandogli soldi, quasi come per ringraziarlo con gesti pratici per i momenti impagabili che è riuscito regalare loro con la sua scrittura.
NOI NON ABITIAMO QUI sono tre racconti, di 60-70 pagine l’uno (e già qui c’e’ l’insolito, i racconti numericamente contemplano un numero di pagine decisamente minore),incatenati l’uno con l’altro dalla presenza degli stessi personaggi. Racconti scritti a distanza di decenni l’uno dall’altro. E qui sta l’incredibile capacità di conservare personaggi, situazioni e ambientazioni da parte di Dubus, come se fermando un racconto e riprendendo un altro racconto collegato a esso una decina d’anni dopo fosse cosa normalissima. Lui non è un minimalista, ha voluto sottolineare piu’ volte Manuppelli, perché mentre il minimalista a un certo punto si ferma lasciandosi e lasciando il lettore a un’evocazione, e non vanno oltre quell’evocazione, si fermano un attimo prima di entrare nella zona pericolosa, lui entra, scava in profondità piu’ che puo’, fino a quando la storia non si è esaurita, fin tanto fin a quando il personaggio ha bisogno di una ricarica per tornare a comunicare qualcosa al lettore. La bellezza di Dubus, ci spiega Nicola, è che ci fa entrare nella testa dei personaggi cosi’ in profondità e cosi’ intensamente che anche chi stupra non risulta mai essere antipatico ai nostri occhi.
Nei suoi racconti si parla di valori, tradimenti, litigi, non ha bisogno di effetti speciali per sorprendere, non evoca nulla, non è il suo obiettivo, scrive e scava, scrive e scava. Finchè non arriva in un punto in cui lo indirizza a scavare da un’altra parte. Quasi come un segnale stradale. E questo lo ferma prima che sia troppo tardi. Prima di un rischioso incidente che ne comprometterebbe l’andatura. Sa tirare fuori una storia, e sono in pochissimi a riuscire a farlo. Lascia poi giudicare al lettore , lui non giudica mai. Sarebbe un errore gravissimo. Parla della natura umana e la disegna cosi’ come lo è mediamente, come siamo un po’ tutti noi comuni mortali che devono spesso arrancare e faticare per godersi il minimo sindacale. Non parla delle persone, parla alle persone. Ed è il lettore, per lui, a decretare il successo di un autore. Nient’altro. Per lui il miglior lettore è il bambino, che sa ascoltare e sa giudicare con un SI o con un NO, in assoluta sincerità.
Poi una bellissima lettura di uno stralcio di saggio chiamato MARKETING, in cui racconta un po' tutto il suo percorso di "venditore" di racconti, come fosse un ortofrutticolo. Molto interessante. Che fa riflettere e dovrebbe darsene una bella letta chi punta a scrivere creativamente.
Nicola ha sottolineato come chi ha amato REVOLUTIONARY ROAD, leggendo questo romanzo, proverà emozioni ancora piu’ forti. E il libro di Yates in bellezza e intensità, verrà superato da questo. Ora, devo ancora leggerlo e dovro’ farlo al piu’ presto, ma se fosse cosi’, come mai che per conoscere un autore straordinario bisogna SCAVARE, SCAVARE, SCAVARE, in profondità o arrivare a conoscere per caso quell’autore senza che le grandi case editrici si attrezzino per esportare e importare lavori del genere? Forse la risposta è cosi’ implicita da vergognarsene quasi: perché a loro interessa vendere. Poco importa se con materiale scadente che pero’ piace. E altro punto: cosa ne sarebbero delle piccole case editrici, solitamente quelle piu’ attente a certi autori e a certi titoli, se le grandi case editrici sapessero lavorare con tanta passione, scrupolo come fanno loro? Beh, forse non esisterebbero. E questo sarebbe il peccato piu’ grande. Grazie a Mattioli 1885 e grazie a Nicola. Attendiamo ora altri lavori, altre sorprese, altre serate come questa. Perché anche il gelo piu’ implacabile, non potrà fare nulla contro il calore che emana una lettura speciale.
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La fiera della Piccola e Media Editoria romana 2009

mercoledì 16 dicembre 2009

Ho vagato per fiere di ogni tipo, del tartufo, dei golosi, dell’artigianato in fiera, dei sapori, del fumetto e non avevo mai vissuto una fiera del libro, escluso il Festival della Letteratura di Mantova, a cui ho partecipato a settembre. Ci si domanderà: ma come, neanche quella di Torino? No, neanche quella. Tra un impegno e l’altro in prossimità di quei giorni ho dovuto sempre rinunciare a un appuntamento che mi interessa da sempre. Stavolta l’occasione del raduno romano dei Corpi Freddi, ha fatto si che non mi perdessi la bellissima fiera della Piccola-Media Editoria che ha avuto luogo dal 5 all’8 dicembre presso il PalaCongressi all’Eur. “Piu’libri&Piu’ liberi”, il nome della fiera. Essendo andato di domenica, un buon 20-30% di gente in piu’ l’abbiamo incontrata tra i piedi, ma sostanzialmente ho avuto la possibilità di girare abbastanza un po’ tutti gli stand, qualcuno con maggior attenzione e piu’ tempo da dedicargli, chi un tocca e fuggi repentino senza pero’ togliermi la possibilità di sfogliare qualche pagina e fare due chiacchere interessanti con i rappresentati delle diverse case editrici provenienti un po’ da tutta Italia. Avro’ raccolto una ventina di cataloghi, riempito i sacchetti con 7 libri e scattato una cinquantina di fotografie. Flash e momenti che rimarranno scolpiti nella mia memoria a lungo termine. Tra le tante cose da segnalare, vorrei innanzitutto sottolineare la possibilità di conoscere tantissime case editrici molto interessanti, come ad esempio Scritturapura e Le Nubi edizioni , che non avrei probabilmente cosi’ facilmente conosciuto altrimenti. Naturalmente per un lettore doc con la L maiuscola, la possibilità di confrontarsi direttamente con la casa editrice è molto stimolante e apre momenti di chiacchere molto interessanti. Tant è che il sottoscritto, a contatto con Elliot e Minimum Fax, quasi non riusciva a proferire parola dall’emozione. Eh già, succedono anche queste cose impensabili quando una passione cosi’ profonda ti gioca brutti scherzi. Momento di imbarazzo che mi ha chiuso come un lucchetto, non ci capivo piu’ nulla. Gli spazi erano quello che erano, nonostante il PalaCongressi avesse uno spazio enorme adibito al libro, ma erano cosi’ tante le case editrici e cosi’ numerosa la folla di appassionati accorsi all’evento, che a un certo punto per passare si doveva un po’ sgomitare. Ma è un bel segnale questo per la lettura. Mi sono chiesto a un certo punto: si dice che gli italiani leggano pochissimo, che siamo agli ultimi scalini europei per lettori, ma ne siamo davvero sicuri? Un’altra cosa di spessore, è lo sconto. Saremo una società troppo materialista, ma il Dio Denaro non è che ci rifornisca continuamente e gratuitamente di soldi. Quindi il lato economico è un affare da tenere in considerazione. Ebbene, chi è andato a Torino mi ha raccontato che non si fanno sconti neanche al Papa. E lo stesso è accaduto, e in quest’occasione ero presente, anche al Festival Della letteratura di Mantova. Questa volta, di sconti ne erano presenti a iosa. In ogni stand, chi faceva 15%, 20%, 30% o addirittura 40% o metà prezzo. Robe da far scintillare gli occhi del lettore che si trova finalmente in condizioni di poter dire: “Forse questo posso permettermelo a certi prezzi”. Eh, il prezzo del libro è un tema scottante, molto spinoso, che andrebbe forse affrontato con piu’ serietà e piu’ in profondità. Ebbene, la Fiera romana ha saputo togliere di mezzo , per metà, anche questo problema, consegnando al lettore-ospite-protagonista 4 giornate all’insegna del relax, dello shopping e della conoscenza di molte piccole realtà che aspirano a togliere terreno alle grandi potenze editoriali.

Per il bene del pluralismo culturale e delle possibilità di scelta per il lettore, è bene che ci sia sempre qualcuno con questo spirito di intraprendenza, pronto anche nella precarietà economica in cui viviamo oggi, a saper spendere in idee e competenze. E da quel che si continua a vedere, lo sanno fare benissimo. Bravissimi.
A un certo punto mi sembrava di vivere in una città a se stante, la Città del Libro, frastornato, disorientato ma racchiuso in un sogno. Ho sognato molto bene, non la stessa cosa possono raccontare le mie tasche di ritorno da Roma in questa città freddissima, sotto tutti i punti di vista, che è Milano. Ma si vive solo una volta nella vita...Godiamoceli sti cavoli di beni terreni...
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Un libro sotto l'albero...

domenica 29 novembre 2009

Idee regalo ma anche letture che permettano di inoltrarci ancora di piu’ nel profondo del clima natalizio. Che per antonomasia è il periodo in cui tutto assume i contorni un po’ diversi e alterati rispetto a ogni altro momento dell’anno, dove tutto o quasi viene alleggerito da uno spirito festoso, dai colori e dalle luci, dallo stare insieme sotto un unico tetto, dalle leggende, dalle storie e dai racconti che ci ruotano intorno e che scaldano i cuori e mettono in moto i pensieri, spesso pensieri d’evasione e di fuga dal mondo reale. Il Natale è tempo di (potenziali) riscatti, di (potenziali) promesse che si fa a sé stessi o agli altri, di gesti simbolici che creano una vera e propria esplosione emotiva nel cuore di chi vive con il giusto spirito questo giorno e i giorni che lo precedono nell'attesa (se poi rimarranno tali o avranno un seguito nel concreto, dipende dalle intenzioni concrete della persona). Insomma, il Natale è un giorno IMBOTTIGLIATO e protetto dal resto dell’anno. E’ un giorno speciale, dove per un momento i problemi vengono messi da parte per dare precedenza alla serenità, alla pace interiore, alla voglia di fare festa. E’ la persona al centro di tutto, non tutto cio’ che le ruota intorno, che di fatto spesso declassa l’individuo stesso dalla sua importanza di sentirsi persona.
Natale è tempo di regali, e adocchiando qua e là un po’ in giro per librerie online e non, sono riuscito anche per mezzo di commenti di lettori che hanno già avuto modo di leggere i libri in questione, tracciare una serie di possibili regali o semplici letture da inoltrarci in vista del giorno piu’ incantevole dell’anno. Una sorta di linea guida anche per il sottoscritto.
Eviterò tutta la famiglia di libri, splendidi, natalizi per bambini o quei libri natalizi di cucina o religiosi, perché altrimenti mi servirebbe un libro apposito per elencarli tutti e sconfinerei totalmente dal mio scopo.
Sul Natale si puo’ trovare un po’ di tutto, per quanto concerne il genere, quindi un ampissimo ventaglio da sfogliare adatto a soddisfare un po’ tutti i gusti: dai libri drammatici, ai romanzi di grande sentimento, dai libri thriller/gialli ai racconti, dai classici ai libri scritti oggi di autori contemporanei, fino ad arrivare ai numerosi saggi inerenti questa splendida festa dicembrina. Tutti accomunati da una radicata convinzione: il Natale non è un giorno come gli altri
FAVOLE DI NATALE - 7 euro
Non c'è stato movimento letterario che D'Annunzio non abbia toccato o precorso, a cominciare dal verismo per finire con la prosa d'arte. E non si può neppure trascurare ciò che di romantico in senso nazional-popolare persiste in lui. Il contatto con le tradizioni popolari e con la poesia dialettale, maestro Cesare De Titta, segna in modo indelebile gli esordi del D'Annunzio narratore, come testimoniano "Terra Vergine" e le "Novelle della Pescara", dove, al di là dell'impianto naturalistico, l'autore solidarizza intimamente con quell'immaginario collettivo svelato da Antonio De Nino e Gennaro Finamore nelle sue "Tradizioni popolari abruzzesi". Rare volte questo D'Annunzio ha toccato le corde del fantastico o, per meglio dire, del meraviglioso puro, e perciò queste "Favole di Natale", tratte da "Parabole e novelle", edite nel 1916 dall'editore Bideri di Napoli, rappresentano un unicum nella sua produzione. Se si fa eccezione per "Un albero in Russia", tutte le "favole" della raccolta attingono a quel patrimonio di fiabe popolari che dopo tanti anni e in un clima letterario tanto mutato furono sottratte all'oblio da Italo Calvino. Si tratta, in particolare, di leggende popolari abruzzesi o rielaborate in terra d'Abruzzi, alcune delle quali conosciute di prima mano. Ma la trascrizione che ne fa D'Annunzio è una ri-creazione. Le sue "favole" recepiscono pienamente la vaghezza della fonte (orale) e sono nello stesso tempo inconfondibilmente dannunziane.

GIALLO NATALE - 16 euro
Chi ha detto che a Natale si è tutti più buoni? A guardarla bene, la notte silente delle luci colorate, dei grandi pranzi in famiglia, dei regali da scartocciare con trepidazione, possiede un lato oscuro, carico di mistero. Venti scrittrici e scrittori italiani raccontano il Natale in giallo: c'è chi festeggia nei sotterranei bui di Bologna; chi alla luce cruda dei neon di un ospedale; chi svela gli scheletri nell'armadio (e nella cucina) di una famiglia perbene; chi nel sacco dei doni trova botte e manganellate. C'è chi racconta la vera, inquietante storia di Babbo Natale; chi quella di un artista col tormento del genio e chi aspetta proprio la Notte Santa per saldare i conti in sospeso. E non mancano delitti impossibili, storie di fratelli e coltelli, avventure di killer in crisi, leggende che scomodano gli spiriti di antica tradizione, fino a chiamare in causa il demonio in persona. Venti grandi firme della suspense all'italiana - da Biondillo a Macchiavelli, da Altieri a Vichi, da De Cataldo a Lucarelli - venti originali variazioni sul tema di una festa che, dopo aver letto quest'antologia, non avrà mai più la stessa faccia.


MERCATINI DI NATALE - 12 euro
L'Avvento è sempre un momento meraviglioso. Questa guida invita a scoprirlo attraverso una panoramica completa sui mercatini di Natale, sui presepi e sugli eventi speciali che si tengono in Europa, dall'Alto Adige alla Finlandia, passando per Praga, Budapest, Edimburgo e Lubiana. Un libro da consultare in vista di un viaggio o da leggere per scoprire i piaceri dell'Avvento nei Paesi dove le tradizioni natalizie sono rimaste intatte nel tempo. Non mancano le curiosità, come l'albero di Natale più alto del mondo, l'elezione di Miss Gesù Bambino o la corona dell'Avvento da Guinness dei primati.


LA MERAVIGLIA DEL NATALE - 39 euro
Lo spirito natalizio prende forma e si manifesta nell'allegria dei colori e nell'originalità delle forme che Vittorio Bruni ha saputo reinventare, dando vita a una collezione di oltre 50 opere a tema natalizio. Ogni pagina riproduce con cura la veridicità dei colori, la raffinatezza del tratto di Bruni e le particolari sfumature dell'oro, fino a rendere palpabile il profondo legame dell'artista con la ricorrenza più suggestiva dell'anno. Accanto alle illustrazioni d'autore, una raccolta di testi e di brani antologici nazionali ed internazionali, curati da Adelia Mancini, completano e amplificano la totalità del Natale, raccontandone le origini, le credenze, gli aspetti folkloristici e la componente emotiva, che da sempre rendono questa festa un momento di gioia per i bambini e un'occasione di ricordi a volte nostalgici per gli adulti. Dal culto del sole fino al cammino dei Magi, La "Meraviglia del Natale" è un percorso ideale dove arte figurativa e testi sapientemente scelti danno vita ad un prezioso omaggio al Natale, e dove temi religiosi, riti pagani e tradizioni popolari riescono a convivere in totale armonia.


LA LEGA ANTINATALE - 12 euro

Un irlandese disoccupato rimpiange che non gli abbiano spaccato la testa ventiquattro anni prima, quando giocava a rugby. Un commercialista ama travestirsi da donna ma teme gli venga un colpo e lo ritrovino morto in guèpière in una stanza d'albergo. Un ex dirigente molla tutto per dedicarsi a una missione: diffondere il linoleum nel mondo. La bellissima, agguerritissima boss di "Unipolitan" cerca un vero maschio al solo scopo di fare il contrario di quel che dice lui. Cos'hanno in comune? Il profondo desiderio di concedersi una partita a carte, una partita a whist. Tutti i mercoledì sera al King's Arms Pub, a Londra. Soprattutto, spinti da un odio profondo e sincero per il Natale, li unisce un piano di sabotaggio per vilipendere e liberarsi una volta per tutte dalla Festa delle Feste...


DELITTI DI NATALE - 14,90 euro

Immaginatevi un albero di Natale addobbato e, sparsa per terra, una gran quantità di pacchetti avvolti in carta colorata. E poi il fuoco che scoppietta nel camino mentre fuori fiocchi di neve cadono fitti a imbiancare la campagna. E, ancora, una tavola sontuosamente imbandita, e amici e parenti che mangiano e brindano felici. E adesso immaginatevi che durante quella cena una collana sparisca e non sia possibile trovarla da nessuna parte; o che su quel tappeto immacolato di neve spicchino le orme di qualcuno diretto verso una casa da dove - dopo aver ucciso un uomo - se n'è andato senza lasciare altre impronte. E allora sarà con un po' di timore che aprirete quei pacchetti, perché è Natale, il giorno in cui possono succedere le cose più strane...

LA PICCOLA FIAMMIFERAIA - Andersen

Era l'ultimo giorno dell'anno: faceva molto freddo e cominciava a nevicare. Una povera bambina camminava per la strada con la testa e i piedi nudi. Quando era uscita di casa, aveva ai piedi le pantofole che, però, non aveva potuto tenere per molto tempo, essendo troppo grandi per lei e già troppo usate dalla madre negli anni precedenti. Le pantofole erano così sformate che la bambina le aveva perse attraversando di corsa una strada: una era caduta in un canaletto di scolo dell'acqua, l'altra era stata portata via da un monello. La bambina camminava con i piedi lividi dal freddo. Teneva nel suo vecchio grembiule un gran numero di fiammiferi che non era riuscita a vendere.


TUTTA COLPA DELL'ANGELO - Christopher Moore - 12,50 euro

Siamo in un piccolo villaggio californiano e Lena ruba un pino dal terreno del suo ex marito per farlo diventare un albero di Natale. Ma quando l'ex marito la sorprende, vestito da Babbo Natale e ubriaco, lei accidentalmente lo uccide. La questione si complica perché un ragazzino, che assiste all'"omicidio di Babbo Natale", esprime il desiderio di riportarlo in vita per non rinunciare ai doni. E il peggio viene quando l'angelo incaricato di realizzare il desiderio resuscita per sbaglio non solo Babbo Natale, ma anche tutti i morti del cimitero, ormai zombie... Una fiaba cattivella per chi si dichiara allergico al Natale.


RACCONTI DI NATALE - 16,50 euro

Chi l'ha detto che il Natale deve essere noioso, edificante, sdolcinato? Oltre al classico "bianco Natal" ne esistono di gialli, di neri, di rosa, di blu: Natali esilaranti e Natali scioccanti, Natali che danno i brividi e Natali che mettono pace, Natali cinici, poetici, svagati, smagati. Natali inaspettati. In questo volume tutti questi Natali vengono riuniti in una raccolta di racconti, in cui i più bei nomi della letteratura di ogni tempo - da Stevenson ad Austee, da Calvino a Buzzati, dalla Alcott a Conan Doyle - fanno a gara per stupire, commuovere, divertire, emozionare, in un coro di voci uniche e ormai classiche che regalano il ritratto più completo del giorno più speciale dell'anno.



IN UNO SPECCHIO, IN UN ENIGMA - Jostein Gaarder - 8 euro

E' la notte di Natale quando a Cecilie, una ragazzina costretta a letto da una grave forma di tumore, appare, tra il sonno e la veglia, una creatura misteriosa, del tutto priva di capelli e in grado di volare. Dice di chiamarsi Ariel e di essere un angelo. I due stringono un patto: la ragazzina svelerà all'angelo i misteri della corporeità - la sensazione che si prova a toccare una palla di neve, il sapore di una pasta alle mandorle, il suono di una canzone natalizia - mentre Ariel le svelerà i misteri celesti: la vera natura degli angeli, il loro rapporto con Dio, che cosa siano la coscienza, la memoria, l'anima.



FUGA DAL NATALE - John Grisham - 8,40 euro

Luther e Nora Krank sono un'affiatata coppia di mezza età, abituata a vivere secondo le tradizioni. Quando però la loro unica figlia, Blair, decide di partire come volontaria per il Sudamerica, un pensiero un po' folle, ma via via sempre più concreto, si insinua in loro: che senso ha trascorrere il Natale senza Blair? E se lo saltassero? I due decidono concordemente di rinunciare ai costosi e inutili festeggiamenti di Natale per concedersi una bella crociera ai Caraibi. Ma i poveri Krank vengono presi di mira da tutta una comunità che non accetta deroghe alla norma e saranno costretti a rivedere i loro piani...


RACCONTI DI NATALE - Charles Dickens - 6 euro

Scritti tra il 1843 e il 1848, i "Racconti di Natale" di Dickens costituiscono uno straordinario spettacolo narrativo metafisico e magico. Con queste storie animate da fantasmi, folletti e fate, l'autore affida alla scrittura il compito di rappresentare la qualità mutevole e fluttuante del reale, dimostrando la labilità del confine tra vero e apparente, la difficoltà di definire ciò che gli occhi vedono, di comprendere ciò che le parole dicono. Come nei suoi romanzi, anche qui Dickens svela l'altra faccia del mito del progresso, ritraendo l'Inghilterra della disoccupazione e del malessere sociale, Londra con le sue case fatiscenti e le sue strade degradate; la vita raffigurata non è però mai talmente cupa e disperata da non consentire spazi al sorriso o alla risata liberatoria, e attraverso personaggi e situazioni Dickens non perde occasione per scandagliare le possibilità del comico e del grottesco. Contro la realtà gretta e meschina, Dickens progetta le sue utopie natalizie, facendo ravvedere gli indifferenti e i malvagi, e, grazie all'intervento di spiriti benevoli, agli umili è consentito il lieto fine, in stanze rallegrate dall'agrifoglio, davanti a tavole stracolme di cibo.
E' solo una piccola selezione di titoli. Chissà quanti altri piccoli gioiellini mi sono dimenticato di inserire.
Le feste ci porteranno altri buoni motivi per non dimenticarci mai di essere lettori.











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Il giornalismo nel dopoguerra, tra memoria e rimozione (forzata)

giovedì 26 novembre 2009

Il dopoguerra per l’Italia è un periodo storico cruciale e controverso, in cui si deve fare i conti con una guerra che ha lasciato ferite profonde a tutti i livelli. Politico, culturale, economico, sociale. Ci si vuole lasciare alle spalle un periodo lungo di profonda sofferenza fatta di perdite e dolore. Che ruolo hanno ora i mezzi di comunicazione? Soprattutto i giornali, come operano in questo momento storico determinante per le sorti del paese che è costretto a rimboccarsi pesantemente le maniche per risollevarsi? Il libro in questione parte da una prima analisi in cui si cerca di individuare e snocciolare le questioni ancora aperte lasciateci dalla guerra appena conclusa. Tra queste, gli eccidi e le stragi civili, i processi ai fascisti e nazisti , le vicende triestine e la questione della memoria, in particolare ci si domanda se si cerca di ricordare il passato recente o se invece l’obiettivo è quello di dimenticare (e cancellare) al piu’ presto per ricominciare da zero. Nella seconda parte del libro, si entra nel merito della questione, analizzando come i giornali, in questo caso 4 giornali presi come oggetto-campione(Il Corriere della Sera, Il Messaggero, La Nazione, IL Giornale di Trieste), abbiano affrontato le diverse questioni rimaste in sospeso.
Attraverso un resoconto delle loro vicende storiche spesso convulse e dai capovolgimenti repentini, della natura dei rapporti con la popolazione e la politica, Savellini ci offre una panoramica completa e molto attenta del giornalismo del periodo. Un giornalismo sostanzialmente filogovernativo, che attraverso la selezione delle notizie da raccontare di fatto opera già una scelta significativa e definitiva, anche a nome del paese intero: quella di costruire e dar appoggio a una memoria collettiva ufficiale, dettata dal governo, a scapito di tutte quelle memorie individuali che ognuno si portava con sé per esperienza diretta, che rappresentavano solamente un ostacolo per il Governo che intendeva rimuovere il passato, dimenticarlo, facendo finta che non sia mai esistito, per rinascere da zero, dalle fondamenta ancora da costruire, che si stava cercando di costruire.
Dalla dicotomia fascismo/antifascismo, ora sui giornali apparirà fortemente l’antitesi comunismo/anticomunismo. Ciascun giornale raccoglie un target di pubblico particolare, ciascun giornale sceglie un taglio specifico da dare alla propria testata, ciascun giornale vede nel dopoguerra il reintegro di giornalisti, direttori di testate e proprietari che nel periodo del Regime erano stati estromessi ed emarginati. Attraverso una scelta volontaria da parte delle testate giornalistiche di dare spazio a determinate vicende e allo stesso tempo snobbare determinati fatti, la realtà veniva modellata e manipolata dai giornali, mai come allora vere e proprie guide di pensiero e di formazione delle idee per la popolazione. Si pongono come un punto di riferimento straordinario. Ed è clamoroso notare come alcuni temi di discussione di quei tempi, anche oggi rimbalzino con frequenza nei dibattiti su stampa e politica. E’ proprio vero che con il passare di (molti) anni, certe caratteristiche e certe peculiarità di determinate sfere del paese, non si modificano. Restano. In contesti differenti, ma restano.
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