Mi sono spostato con il blog qui, ancora in alto mare ma pian piano lo finiro':-)
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Pubblicato da Matteo alle 15:26 1 commenti
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Etichette: Recensione libri
Presentazioni, bancarelle di libri, confronti e dibattiti, spettacoli e serate tematiche (in particolare su Calvino), faranno diventare Torino e le sue 17 vie coinvolte, un frastuono di voci vibranti che faranno vivere un weekend intenso a chi ha intenzione di esserci. Pubblicato da Matteo alle 11:09 0 commenti
Etichette: Eventi
Micheal Proust, riguardo al viaggio, diceva: “Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”.
Tantissimi incontri nascono on the road, com’è prevedibile. E infatti John ed Ella si imbatteranno per strada con hippies che intendono brindare con i nostri nonnini mentre si sono intrufolati a vedersi il film della loro vita proiettata su un video schermo improvvisato, criminali che tentano di derubarli ma vengono alla fine scacciati, ragazzini 14enni già alle prese con una figlia da accudire che vengono invitati con dolcezza a una cena in camper, e tantissimi altri personaggi tra cui cameriere, impiegati d’albergo, benzinai che incrociano la loro storia ancora tutta da raccontare, fino alla fine di tutto. Pubblicato da Matteo alle 12:04 0 commenti
Ci stiamo avvicinando a passi veloci al nostro secondo Festival della Letteratura Mantovano.Pubblicato da Matteo alle 22:42 0 commenti
Pubblicato da Matteo alle 11:00 0 commenti
Ad esempio, un mesetto fa mi sono imbattuto per caso, mentre passavo una tavolata di libri in esposizione, in un trittico che di per sè rappresenta la storia della letteratura mondiale, ovvero lo Shakespereaiano "Romeo e Giulietta", "Cime tempestose" della Bronte, e l'Austeniano "Orgoglio e pregiudizio" ma che nella specifica nuova edizione dei best seller Mondadori, guardando attentamente, non ci si puo' non accorgere di un dettaglio, anche abbastanza evidente essendo un cerchio rosso con all'interno delle scritte ben visibili all'occhio anche a una certa distanza, ovvero il fatto che vengano etichettati come i libri preferiti di Bella ed Edward. Chi sono costoro? I due protagonisti della saga di Twilight di Stephany Meyer. Una saga vampiresca, che ha avuto un riscontro mondiale di attenzioni, vendite straordinario. Anche a livello cinematografico e di merchindising. Il fatto è che risulta spontaneo chiedersi, senza fare troppo gli snob o senza essere troppo dei pignoli lamentosi e piagnucolosi a cui non va mai bene nulla, se tre capolavori del genere debbano essere in qualche modo trainati e pubblicizzati dalla saga della Meyer. Perchè il senso secondo me è evidente: "leggi anche tu questi tre romanzi che sono piaciuti da matti a Bella e Edward. Come dire, sono stati Edward e Bella che li han fatti conoscere al mondo. O in alternativa: se li hanno letti Bella ed Edward vuol dire che sono davvero ganzi, provaci anche tu. Beh, fa innegabilmente venire i brividi una cosa del genere. Almeno, a me personalmente ha innescato un istinto omicida nei confronti della Mondadori e in generale di una nuova era nella quale l'apparenza sorpassa la sostanza, l'estetica la cultura (anche se a volte estetica e cultura vanno a braccetto). Ora state attenti che senza che ci informino che questi tre capolavori letterari sono i libri preferiti di questa coppia, la gente ne ignorerebbe l'esistenza e non li prenderebbe in mano. Ironia la mia, ma neanche troppo. E' un po' la piega triste che si sta prendendo oggi, dove per attirare l'attenzione, per tempestare di pubblicità ovunque e in qualunque istante la gente, si abbattono anche le barriere del sacro.Pubblicato da Matteo alle 10:11 0 commenti
Scrivere di se stessi, trovo che sia sempre un’operazione complicata, non affatto scontata, piuttosto impegnativa. Ci vuole coraggio nel mettersi in gioco agli occhi di tutti, humour non indifferente nel prendersi anche in giro se necessario, autocritica per evitare di scrivere un’autocelebrazione fine a se stessa e stucchevole: tutte qualità che non sono facili da trovare, per lo piu’ compresenti, in una stessa personalità.
Burroughs utilizza l’ironia e l’immagine forte, brusca, quasi perversa come un mezzo di difesa dai pensieri cupi e sconsolanti che lo affliggono in relazione a una madre che sembra volersi tenere lontana da lui, evitandolo come fosse una grave malattia contagiosa e alla ricerca ossessiva di un sentimento che lo possa liberare dalla sua prigionia interiore che lo soffoca e che lo porterà a instaurare una relazione omosessuale con una persona molto piu’ grande di lui, tra certezze e improvvisi allontanamenti e fastidi cosi’ tipici di una relazione sentimentale forte. E’ la disperazione e l’evidente instabilità esistenziale a cercare con cosi’ enfasi un punto di equilibrio, aprendosi a tutto, disposti ad accogliere qualsiasi possibilità di felicità.Pubblicato da Matteo alle 18:37 1 commenti